Il progetto per il primo Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) a servizio della Campania ha registrato nei giorni scorsi un passaggio amministrativo decisivo e contestato: Invitalia ha aggiudicato la gara per la progettazione e la realizzazione della struttura, mentre sullo stesso fronte si è svolta a Castel Volturno una grande manifestazione di opposizione con la partecipazione di rappresentanti della Chiesa e del presidente della Regione.
La gara e l’appalto
La procedura, avviata dalla Direzione centrale immigrazione e polizia delle frontiere del Ministero dell’Interno, prevedeva una base d’asta di circa 43,3 milioni. L’offerta vincente, riportata negli atti di aggiudicazione, è risultata inferiore del 25 per cento, portando l’importo a circa 31,4 milioni. L’affidamento riguarda sia la progettazione esecutiva sia l’esecuzione dei lavori; la cordata risultata aggiudicataria è guidata dalla Ge.Di Group Spa di Altamura, con la partecipazione di studi di architettura e imprese tecniche.
Secondo il cronoprogramma indicato nell’aggiudicazione, sono previsti fino a 120 giorni per la progettazione e sino a 540 giorni per l’esecuzione dei lavori: rispettando queste scadenze la struttura potrebbe essere completata entro la fine del 2028. La capienza prevista è di 120 posti. La procedura è stata condotta in deroga ad alcune norme ordinarie sugli appalti, richiamando la normativa collegata al decreto Cutro, e l’aggiudicazione è avvenuta prima del completamento delle verifiche sui requisiti dell’impresa vincitrice, che proseguiranno durante l’esecuzione del contratto.
La mobilitazione e gli attori in campo
Nel pomeriggio di sabato 24 ottobre a Castel Volturno si è svolto un corteo che ha attraversato parte del litorale domizio. Gli organizzatori hanno parlato di quasi 20.000 partecipanti, la Questura ne ha stimati circa 10.000 alla partenza. Alla manifestazione hanno partecipato associazioni, sindacati, realtà della società civile, rappresentanti della Chiesa e componenti delle istituzioni regionali.
«Diffidiamo di chi ci offre qualcuno da temere al posto di qualcosa su cui poter contare» — card. Mimmo Battaglia
Il corteo, partito dal Centro Fernandes gestito dalla Caritas, ha visto la presenza di numerosi vescovi regionali, tra cui il cardinale di Napoli Domenico Battaglia e l’arcivescovo di Capua Pietro Lagnese, e del presidente della Regione Campania, Roberto Fico. In testa è stato esposto uno striscione con la richiesta di destinare le risorse a reddito, sanità e scuola.
- Luogo indicato per l’intervento: località La Piana, nell’area del cosiddetto Parco umido La Piana;
- Importo dell’appalto aggiudicato: circa 31,4 milioni di euro (ribasso del 25% sulla base d’asta);
- Capacità prevista della struttura: 120 posti;
- Stime sulla tempistica: progettazione 120 giorni, lavori fino a 540 giorni, possibile completamento entro la fine del 2028 se rispettati i tempi contrattuali.
La posizione della Regione
Il presidente della Regione Campania ha annunciato ricorsi e azioni volte a contrastare l’apertura del cantiere sul territorio regionale. La mobilitazione pubblica e la presa di posizione della Giunta inseriscono la vicenda in un contesto di conflitto istituzionale tra Regione e governo centrale riguardo alla scelta del sito e al modello di gestione dei centri per i rimpatri.
Con l’aggiudicazione l’iter amministrativo compie un passo concreto: il procedimento prevede comunque verifiche successive sui requisiti dell’aggiudicatario e la possibilità di interlocuzioni nelle sedi competenti, comprese eventuali azioni giudiziarie annunciate dagli enti locali contrari.
Le prossime settimane potrebbero vedere sviluppi su più fronti: l’avvio dei controlli sull’impresa aggiudicataria, eventuali ricorsi amministrativi promossi dalla Regione e la prosecuzione delle iniziative di mobilitazione promosse dalle realtà associative, sindacali e religiose che hanno partecipato al corteo.