Udienza predibattimentale il 5 novembre per sette consiglieri di Forio
È fissata per il 5 novembre l'udienza predibattimentale innanzi al Tribunale di Napoli, giudice monocratico Michele Donnarumma, per sette consiglieri comunali eletti nel Comune di Forio e imputati del reato di falso in atto pubblico, previsto dall'articolo 483 del codice penale.
La vicenda prende avvio da una segnalazione protocollata al Comune che sollecitava verifiche sulla compatibilità degli incarichi ricoperti da alcuni eletti. Secondo l'ipotesi accusatoria della Procura, in occasione della proclamazione i consiglieri avrebbero rilasciato dichiarazioni attestanti di non trovarsi nelle condizioni di incompatibilità previste dal decreto legislativo n. 267/2000 (Tuel), omettendo però di dichiarare l'esistenza di debiti liquidi ed esecutivi nei confronti del medesimo Comune, per imposte, tasse e tributi; tale circostanza è contestata come causa di incompatibilità.
- I sette imputati sono: Alessandro Morgera, Gaetano Savio, Pasquale Capuano, Luigi Patalano, Giovanni Mattera, Jessica Maria Lavista e Marianna Lamonica.
- L'udienza predibattimentale era stata già rinviata in passato: inizialmente fissata per il 5 marzo, poi spostata al 2 luglio e ora aggiornata al 5 novembre a seguito del legittimo impedimento presentato da un difensore.
- Con questa udienza il giudice potrà decidere per il non luogo a procedere oppure per il rinvio a giudizio degli imputati.
La procura aveva invece stralciato le posizioni di altri amministratori inizialmente coinvolti nelle indagini: tra questi figuravano il sindaco e alcuni consiglieri la cui posizione è stata trattata separatamente. Nel corso dell'inchiesta, due degli imputati — Jessica Maria Lavista e Gaetano Savio — si sono dimessi dalla carica di consigliere per entrare nella giunta comunale. Un altro consigliere, Pasquale Capuano, ha lasciato il consiglio: al suo posto è subentrato Mario Savio.
L'udienza predibattimentale rappresenta una fase processuale che, una volta celebrata, potrà portare all'archiviazione delle posizioni o al rinvio a giudizio, con l'avvio del dibattimento. La decisione del giudice Donnarumma sarà assunta sulla base degli atti e degli elementi emersi nelle indagini condotte dalla Procura della Repubblica.