Il dato principale
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha pubblicato un approfondimento sulla serie di eventi localizzati nel Mar Tirreno meridionale, nell'area a circa 30 km a nord‑ovest dell'isola di Alicudi (arcipelago delle Eolie). L'evento di maggiore energia è stato registrato il 23 ottobre 2026 alle 12:19 ora italiana con magnitudo momento Mw 5,5 e magnitudo locale ML 5,0.
Caratteristiche della sequenza e limiti delle stime
La rete sismica impiega come stazione più vicina Alicudi IV.IACL, collocata a circa 32 km dall'epicentro. Questa distanza influisce sulla precisione delle determinazioni ipocentrali: la profondità degli eventi presenta un ampio margine di incertezza e dunque le stime relative all'ipocentro vanno interpretate con cautela, come ricorda l'INGV.
- Data e ora dell'evento più forte: 23 ottobre 2026, ore 12:19 (ora italiana).
- Magnitudo: Mw 5,5; ML 5,0.
- Localizzazione: Mar Tirreno, ~30 km a nord‑ovest di Alicudi (Eolie).
- Precisione della profondità: limitata dalla distanza della stazione più vicina (circa 32 km).
Contesto tettonico e storico
L'area a ovest dell'arcipelago eoliano è caratterizzata da una tettonica complessa e da sismicità crostale frequente. L'evento del 23 ottobre è avvenuto nel dominio compressivo a orientamento nord‑sud del Tirreno meridionale. Nella stessa regione sono noti sistemi di faglia superficiali connessi ai processi di apertura del bacino tirrenico; a est dell'area epicentrale si osserva anche attività sismica profonda in termini ricorrenti.
Nel marzo 2026, a sud della zona ora interessata (circa 15 km a ovest di Alicudi), si era verificata una precedente sequenza con oltre 50 terremoti; il più forte di quella serie aveva magnitudo ML 4,6 (Mw 4,7) la notte del 21 marzo 2026. L'evento Mw 5,5 del 23 ottobre è il più intenso nell'area dal terremoto di Mw 5,7 avvenuto il 28 maggio 1980 a sud di Alicudi.
Monitoraggio e prossime attività previste
Il Servizio di Sorveglianza Sismica Nazionale dell'INGV continua il monitoraggio della sequenza e l'aggiornamento dei cataloghi strumentali. L'analisi delle caratteristiche della sorgente, della distribuzione degli eventi e della loro profondità proseguirà con l'elaborazione dei dati della rete e con studi specifici per ridurre le incertezze ipocentrali.
Tabella riepilogativa
Le informazioni sopra riportate sono tratte dall'aggiornamento tecnico diffuso dal Servizio di Sorveglianza Sismica Nazionale dell'INGV, che documenta la sequenza e i dati strumentali disponibili al momento dell'analisi.