Protesta degli studenti contro il caro affitti
Questa mattina gruppi di studenti universitari hanno allestito una tendopoli davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, per chiedere misure concrete contro l'aumento dei canoni di locazione e la difficoltà di accesso a alloggi a prezzi accessibili. L'azione è stata promossa dai Collettivi Autorganizzati Universitari (Cau) e ha visto la partecipazione anche di attivisti di altre sigle, come riportato da ANSA e dal Corriere del Mezzogiorno.
I manifestanti hanno consegnato una lettera simbolica di sfratto indirizzata al sindaco Gaetano Manfredi e hanno esposto cartelli con rivendicazioni legate alla crisi abitativa e alle politiche per il diritto allo studio.
Nel comunicato diffuso dal Cau, letto e ripreso dall'ANSA, le ragioni della protesta sono riassunte in più punti: l'aumento dei prezzi dei beni essenziali e del carburante, che incide sui bilanci degli studenti; il rincaro dei canoni di locazione; e la contestazione delle modalità con cui sono stati finanziati nuovi studentati, ritenute favorevoli a operatori privati e a strutture con canoni elevati.
Le accuse sull'uso dei fondi per studentati
Secondo quanto riportato dal Corriere, i manifestanti hanno sottolineato che «oltre il 90% dei fondi pubblici stanziati dal governo per nuovi studentati sono andati a finanziare strutture gestite da privati», dove molte stanze sono offerte a prezzi considerati non popolari (il quotidiano cita esempi di canoni fino a circa 600 euro per stanze singole in alloggi condivisi). I collettivi denunciano inoltre la possibilità, prevista dai contratti di alcune strutture, di riconvertire gli studentati in alberghi trascorsi 12 anni.
- Dove: presidio davanti a Palazzo San Giacomo, Napoli.
- Chi: Collettivi Autorganizzati Universitari (Cau) e altre sigle studentesche.
- Motivo: caro affitti, politiche abitative ritenute insufficienti per gli studenti, e uso dei fondi pubblici per studentati gestiti da privati.
I manifestanti hanno collegato l'iniziativa a una mobilitazione nazionale più ampia: analoghe proteste contro il caro affitti sono state organizzate in altre città italiane, con l'obiettivo dichiarato di difendere il diritto allo studio e di attirare l'attenzione sulle difficoltà abitative degli studenti.
Prossime iniziative e calendario
Il presidio è stato inoltre presentato come un passaggio del percorso verso lo sciopero generale del 30 ottobre proclamato dall'Unione sindacale di base, evento citato dal Corriere come contesto per le proteste studentesche e sociali in corso a livello nazionale.
Non risultano al momento comunicazioni ufficiali del Comune di Napoli sulle richieste specifiche avanzate dai collettivi o su eventuali incontri programmati con i manifestanti; le rivendicazioni sulla destinazione dei fondi per gli studentati e sui canoni praticati sono state al centro della protesta e diffuse attraverso i canali dei collettivi e le agenzie di stampa.
La mobilitazione mette in luce, sul piano locale, la questione dell'accesso all'abitazione per gli studenti universitari napoletani e l'articolazione tra politiche nazionali di finanziamento e offerta residenziale sul territorio.