Direzioni e selezioni nel mirino dei tribunali
Negli ultimi mesi alcune ordinanze e sentenze hanno annullato o criticato la legittimità di incarichi dirigenziali assegnati dalla precedente amministrazione regionale. I giudici hanno rilevato carenze nelle procedure di nomina, in particolare l'assenza di un confronto dei curricula dei candidati, e hanno ritenuto che le assegnazioni non sempre rispettassero «i criteri di correttezza e buona fede, nonché di imparzialità e buon andamento che devono ispirare l'azione della pubblica amministrazione».
Le pronunce, depositate a seguito di ricorsi di dirigenti esclusi dalle procedure, hanno riportato sul tavolo della presidenza della Regione Campania la necessità di intervenire sulle modalità di selezione e sulla struttura organizzativa di Palazzo Santa Lucia.
La risposta del presidente Roberto Fico
Secondo le ricostruzioni pubblicate, il presidente della Regione, Roberto Fico, interpreta le decisioni giudiziarie come un elemento che richiede «mettere mano» alla macchina amministrativa regionale. Tra le opzioni allo studio, sempre secondo i resoconti, vi sarebbe una ridefinizione delle direzioni generali e la revisione delle procedure di selezione del personale dirigenziale.
Problemi segnalati e possibili interventi
- Annullamento o contestazione di incarichi dirigenziali adottati nell'ultimo anno di mandato della giunta precedente;
- Ricorsi dei dirigenti esclusi che hanno ottenuto accoglimenti parziali o totalità nelle ordinanze;
- Ipotesi di riforma interna con meno direzioni generali e nuove procedure di selezione.
Le decisioni giudiziarie citate contengono rilievi formali e sostanziali sulle procedure. L'eventuale riorganizzazione richiederà atti amministrativi e, verosimilmente, una fase di consultazione interna con gli uffici competenti per definire criteri, profili e tempistiche.
«i criteri di correttezza e buona fede, nonché di imparzialità e buon andamento che devono ispirare l'azione della pubblica amministrazione»
La citazione è tratta dalle ordinanze e dalle sentenze che hanno motivato le decisioni di annullamento o riforma delle procedure. Le pronunce costituiscono il riferimento formale che ha indotto il presidente Fico a considerare interventi strutturali.
Prossime tappe e incroci istituzionali
Qualsiasi provvedimento dovrà confrontarsi con i vincoli normativi della pubblica amministrazione, con le evidenze dei procedimenti giudiziari pendenti e con le esigenze operative dei servizi regionali.
L'evoluzione della vicenda sarà rilevante per il funzionamento degli uffici regionali e per gli incarichi dirigenziali futuri: la governance di Palazzo Santa Lucia potrebbe subire modifiche organizzative e procedurali se la riforma verrà formalizzata.