In Campania il consumo di suolo ha raggiunto nel 2025 quota 144.728 ettari di superfici artificiali, pari al 10,65 per cento del territorio regionale. Rispetto all’anno precedente sono stati trasformati altri 740 ettari. Il dato è contenuto nell’ultimo rapporto Ispra-Snpa, rielaborato da Legambiente Campania e diffuso il 28 ottobre.
Napoli concentra la quota più alta
La Città metropolitana di Napoli è l’area campana con la maggiore percentuale di territorio già consumato. Le superfici artificializzate ammontano a 41.113 ettari, equivalenti al 35,05 per cento dell’estensione metropolitana. Il rapporto evidenzia così una pressione particolarmente elevata su spazi naturali e aree ancora permeabili, mentre l’obiettivo del consumo netto zero resta distante.
Tra i singoli Comuni, il valore più alto è attribuito a Casavatore, dove cemento e asfalto coprono quasi il 92 per cento del territorio. Seguono Arzano, con l’83 per cento, e Melito di Napoli, con l’81 per cento. Secondo la ricostruzione del rapporto, la riduzione delle superfici naturali incide sulla capacità del terreno di assorbire le precipitazioni e riguarda il deflusso delle acque, il rischio idraulico e la qualità della vita urbana.
- 144.728 ettari di superfici artificiali in Campania nel 2025;
- 740 ettari consumati in più rispetto al 2024;
- 41.113 ettari di suolo consumato nella Città metropolitana di Napoli.
L’incremento maggiore nel Salernitano
Se Napoli presenta la quota più elevata di territorio già trasformato, la provincia di Salerno registra l’aumento assoluto più consistente tra il 2024 e il 2025, con 270 ettari in più. La provincia di Caserta segue con 181 ettari. Escludendo le superfici occupate dagli impianti fotovoltaici a terra, gli incrementi comunali più rilevanti sono indicati a Campagna, con 51 ettari, Battipaglia, con 44, ed Eboli, con 34.
Il quadro regionale viene messo in relazione anche alla disponibilità di abitazioni. I dati Istat riferiti al 2023 e richiamati nella ricostruzione indicano in Campania 714.067 abitazioni non occupate. Nello stesso contesto, tra il 2024 e il 2025, viene stimata la realizzazione di altre 3.386 unità abitative. Legambiente richiama quindi la necessità di orientare le politiche verso la rigenerazione urbana e il recupero degli edifici vuoti, invece di continuare a trasformare suolo naturale.
La richiesta di una diversa pianificazione
Il rapporto fotografa una regione nella quale cemento, asfalto e nuove superfici artificiali continuano a ridurre gli spazi naturali. Per Legambiente Campania il dato rafforza la richiesta di interventi urbanistici fondati sul riuso del patrimonio esistente e sulla rigenerazione delle aree già costruite. La progressione registrata nel 2025 viene indicata come un elemento di pressione sugli ecosistemi e sulla capacità dei territori di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.