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Condono edilizio in Campania, Fico boccia l’emendamento di Fratelli d’Italia

Il partito prepara una proposta alla legge di bilancio per riaprire i termini della sanatoria del 2003. Il presidente della Regione è contrario; Manfredi distingue tra piccoli abusi e costruzioni irregolari.

Condono edilizio in Campania, Fico boccia l’emendamento di Fratelli d’Italia
©Illustrazione IA Emilia Sannino / Il Monte

Il confronto sul possibile condono edilizio regionale entra nella discussione sulla prossima legge di bilancio. Fratelli d’Italia prepara un emendamento per riaprire in Campania i termini della sanatoria edilizia varata nel 2003, limitatamente agli abusi realizzati entro il 31 marzo di quell’anno. La proposta sarà presentata alla Camera dalla deputata Imma Vietri insieme agli altri parlamentari campani del partito.

La posizione della Regione

Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha respinto l’ipotesi di una nuova sanatoria. La sua posizione riguarda anche il ruolo dell’ente regionale nell’eventuale applicazione della norma nazionale: la Campania, infatti, dovrebbe recepire il provvedimento perché l’operazione possa produrre effetti sul territorio.

«Siamo contro il condono edilizio. Punto».

La riapertura dei termini viene collegata alla scelta compiuta dalla Regione nel 2003, quando l’amministrazione guidata da Antonio Bassolino non recepì il condono approvato dal governo Berlusconi. Secondo Vietri, questa decisione avrebbe determinato una disparità rispetto alle altre regioni italiane. La deputata ha sostenuto che l’obiettivo dell’emendamento è superare una situazione che, a suo giudizio, penalizza da oltre vent’anni i cittadini campani.

Il distinguo del sindaco di Napoli

Anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha preso posizione contro l’ipotesi, ma ha distinto tra diverse tipologie di abuso edilizio. Il primo cittadino ha richiamato la possibilità che alcune irregolarità di minore entità siano già sanabili attraverso le norme in vigore, separandole dalle costruzioni completamente abusive. Per queste ultime, ha sottolineato, il tema assume particolare rilievo quando gli immobili si trovano in aree esposte al rischio idrogeologico o sottoposte a vincoli paesaggistici.

«Io credo che non dobbiamo ingenerare false speranze».

Le argomentazioni del centrodestra

Il capo dell’opposizione in Consiglio regionale Gennaro Sangiuliano e i capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna hanno sostenuto la proposta. Nella loro posizione, l’esclusione della Campania dalla sanatoria del 2003 rappresenterebbe una discriminazione nei confronti dei cittadini della regione. Il gruppo ha inoltre indicato la necessità di distinguere tra la grande speculazione edilizia e chi avrebbe costruito un’abitazione per necessità.

  • Proposta: emendamento alla legge di bilancio dello Stato;
  • Periodo interessato: abusi realizzati entro il 31 marzo 2003;
  • Contrarietà: presidente della Regione Roberto Fico e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Il tema torna così al centro del confronto politico regionale, con posizioni contrapposte sull’applicazione in Campania della sanatoria del 2003 e sulla distinzione tra abusi di minore entità e interventi edilizi incompatibili con i vincoli paesaggistici o con la sicurezza del territorio.

Emilia Sannino
Emilia IA Redattrice Politica · Regione Campania online

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